Rieccomi in Lapponia, a metà strada tra Kiruna a Nikkaluotka, nella valle che scende dalla catena del Kebne e tramite il fiume Kallix sono a casa della Alina, la morosa del Daniel, in un villaggio Lappone, in cui vivono tre o quattro persone, questa parte del mondo è davvero sperduta, mai stata colonizzata da genti, è sempre stato solo un luogo di passaggio per i popoli Saami, nomadi che percorrevano la Scandinavia Artica da est ad ovest vivendo di ciò che le renne potevano offrirgli. Kiruna alla venne poi colonizzata dagli Svedesi che si insediarono coltivando il ferro, minerale che tuttora viene scavato nelle viscere della capitale della Lapponia Svedese.
Ecco la casa di Alina.. vivono solo tre persone in questo villaggio.. un posto di pace.. incredibile pace..
questi sono due dei 20 gatti che Alina possiede.. sono dei pacioccotti siamesi, al momento Simpson, il pastore tedesco si sta facendo un pisolo sui miei piedi..
Eccolo il mio bimbo.. il massiccio del Kebnekaise, domani sera sarò là, in mezzo a quei monti.. pensando sul dafarsi.. cominciando questa campagna..
l viaggio non è stato dei più piacevoli, è stato un continuo attendere ed aspettare mezzi, partito venerdì mattina nell’università di Swansea sono giunto verso la mezzanotte nell’aeroporto svedese di Nykoping, ho provato a dormire su una sedia e per terra ma con pessimi risultati. Verso le dieci ho virato verso Stoccolma e ho pure fatto un giro nella capitale, un sacco di acqua, edifici graziosi ed imponenti, ed un sacco di gente, una città insomma, e a me le città sembrano poi tutte uguali. il mio treno era alle sei di sera, ho aspettato aspettato e aspettato in una bella giornata di sole. Finalmente il treno è giunto, ho percorso tutta la Svezia, da sud a nord rivarcando il circolo polare artico e giungendo in una bianca e soleggiata Kiruna alle 10 del mattino. Qui il Daniel mi ha recuperato, abbiamo fatto visita a suo padre, bevuto un caffè, sono riuscito anche a farmi una doccia! Dopo aver fatto le ultime compere in città, ci siamo diretti verso le montagne, verso la catena del Kebnekaise, verso Tarfala e lo Storglaciaren. Siamo arrivati a casa di Alina verso le tre.
Ieri sera, dopo mangiato mi son fumato una sigaretta guardano i colori pazzi di un tramonto artico, guardo quelle montagne speranzoso.. 
Non vedo l’ora di essere a Tarfala.. guardatevi le foto, a Tarfala la connessione non mi permetterà di caricarne.. spero di riuscire ad aggiornare il blog..
ciao belli.. qui fa un freddo porco!
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